Carenza di vitamina D: sintomi, conseguenze e rimedi

La vitamina D è un gruppo di pro-ormoni che protegge ossa, sistema nervoso e regola anche l’umore. Sole e alimentazione sono le sue fonti principali.

Protegge le ossa e il sistema nervoso: è la vitamina D, un pro-ormone (sostanza inattiva che può essere trasformata in ormone dal nostro corpo) la cui funzione principale è permettere l’assorbimento del calcio da parte dell’intestino. Una carenza di vitamina D espone al rischio di osteoporosi – specialmente in menopausa – e di altre malattie (rachitismo, osteomalacia). Il giusto apporto, indispensabile per l’organismo, serve a tutte le età per la buona salute dello scheletro e dei muscoli.

 

Carenza di vitamina D: i sintomi

Una carenza di vitamina D è misurabile da semplici analisi del sangue. I valori normali vitamina D sono attualmente compresi fra 50 e 60 milligrammi di vitamina D per millilitro di sangue. Tra i sintomi più comuni in caso di deficit ci sono dolori alle ossa e debolezza muscolare, sudore alla testa e alle mani.

Se ci si sente spesso stanchi, deboli e depressi è probabile che si abbia una carenza di vitamina D. La serotonina, l’ormone associato al buon umore, aumenta con l’esposizione alla luce e regredisce quando l’esposizione al sole diminuisce. Tra i sintomi di scarsa vitamina D c’è anche una tendenza all’irritabilità nervosa.

 

 Carenza di vitamina D: le conseguenze

Da una carenza di vitamina D consegue un anomalo assorbimento del calcio. Le ossa diventano quindi più fragili (osteomalacia) e si rischiano deformazioni scheletriche, problemi alle articolazioni, osteoporosi e facilità di fratture. Il deficit di vitamina D porta a rachitismo nei bambini durante la crescita e provoca una ossificazione incompleta. Spesso accade anche che i muscoli si sviluppino male e si intorpidiscano causando formicolii, crampi e spasmi (tetania).

 

Carenza di vitamina D: i rimedi

Oltre a una maggiore esposizione alla luce naturale, buone fonti alimentari per chi è carente di vitamina D sono il pesce e gli oli che contiene, (soprattutto il salmone, il pesce spada, la sogliola, l’anguilla, la carpa, il dentice, lo sgombro, la trota, le sardine, il tonno, il pesce persico e lo storione). Tra gli alimenti ricchi di vitamina D ci sono anche le uova, soprattutto il tuorlo, il latte, il fegato e i grassi animali, i cereali tipo corn flakes, i funghi secchi, il latte di soia e di riso. Integratori di vitamina D sono inoltre facilmente reperibili in farmacia ed erboristeria e vanno dosati con l’aiuto di un medico.

 

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