Finalmente

  • 11 Marzo 2021
  • Pasquale Tardino
  • Motivazione
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FINALMENTE si riparte!

Lo sport ha sempre avuto un ruolo fondamentale nella storia della civiltà fin dall’antica Grecia dove era considerata un’attività pubblica di grande onore. Oggi al tempo dei divieti, lo sport ha una valenza ancora più grande nelle nostre vite quotidiane, dove svolge addirittura una funzione di terapia sociale, di alleviamento della pressione psicologica ed emotiva che questi tempi così difficili procurano a tutti noi.

E quindi benvenuta ripartenza Accademia Volley, intorno a voi si movimentano famiglie, sostenitori, sponsor e cittadinanza per ritrovare quella MOTIVAZIONE, quel PIACERE, che per qualsiasi cosa fa tutta la differenza del mondo. Si perché il Piacere e il Dolore rappresentano le due grandi forze che ci mettono in moto.

Vale a dire che la nostra motivazione può essere: VERSO o da ALLONTANAMENTO

Verso qualcosa che emozionalmente ci provoca un grande piacere a realizzarla, (come una vittoria) oppure che sentiamo la necessità di allontanarci, per sfuggire ad un pericolo (o una sconfitta), con il conseguente dolore che proveremmo, che ci porta a buttarci nelle cose con ancora più vigore.

Il nostro cervello funziona come una bilancia, che soppesa costantemente e in maniera perfetta questo rapporto tra piacere e dolore e il bello è che possiamo utilizzare questo meccanismo consapevolmente!

Innanzitutto dobbiamo sapere che la motivazione guidata dall’evitare il dolore funziona meglio ed è più potente nel breve termine.

Siamo disposti infatti a dare molto di più, quando dobbiamo tirarci fuori dalle difficoltà, piuttosto che per migliorare una situazione che è già discreta.

Prendiamo l’esempio del primo lockdown.

Tutti pienamente responsabili nell’affrontare una battaglia improvvisa e cruenta.

Ma poi? Appena il pericolo è diventato meno minaccioso… siamo tornati a poco a poco alle nostre routine e siamo ricascati (non solo per nostra responsabilità) nella situazione che avevamo appena superato. E lì il dolore che in precedenza ci ha aiutato, si è trasformato prima in uno sconforto che ci ha portato a pensare che i nostri sforzi non erano serviti a niente e allora ecco montare sempre più la rabbia di non uscirne fuori e dover accettare ancora limitazioni.

Come resistere?

Mettendo lì il grande obiettivo, di un mondo senza Covid. Una cosa che solo pensarla ci fa battere il cuore e che ci procura un grande piacere. “Vedere” con gli occhi della nostra mente, come staremo a tornare a sorridere, abbracciarci, viaggiare…ci aiuta a tenere duro ed andare avanti con fiducia.

Possiamo quindi dire che tutte le azioni che noi compiamo rispondono sostanzialmente a 2 impulsi: provare + PIACERE o – DOLORE. Ed in questo momento lo sport è di grande aiuto. Praticato ma anche solo per la distrazione che ci procura da tutto ciò che non và o che non possiamo fare.

Ricordando sempre che lo sport è maestro di:

Valore della competizione positiva. Dettata dal rispetto dell’avversario, dal riconoscimento delle capacità altrui e dall’accettazione delle proprie responsabilità e dei propri errori o limiti. Fa imparare a rapportarsi con avversari e compagni, a gestire le tensioni e sviluppare importanti soft skills utili nella vita di tutti i giorni. 

Accrescimento dell’autostima e accettazione della sconfitta. Ottenere successi, superare ostacoli e difficoltà, sentirsi parte di un gruppo e migliorare le proprie prestazioni aiuta ad acquisire maggiore sicurezza e consapevolezza delle proprie capacità, ma soprattutto aiuta a non arrendersi di fronte agli ostacoli.

Autocontrollo e rispetto delle regole. Praticare uno sport significa divertirsi, ma anche rispettare regole ben precise siano esse legate all’ambito sportivo o sociale. 

Problem solving e sviluppo del pensiero laterale. Lo sport, individuale o di squadra, permette di affrontare ogni volta situazioni nuove e mutevoli che, con il passare del tempo, aiutano a sviluppare la capacità di mettersi in discussione e prendere in considerazione nuove soluzioni e punti di vista differenti.

Inclusione e rispetto degli altri. Lo sport non ha sesso, etnia o religione. Quando si gioca all’interno di una squadra, l’unica cosa che conta è la capacità e la voglia di raggiungere insieme un obiettivo condiviso.

Sacrificio, impegno e costanza. Praticare uno sport comporta costanza e impegno. Ecco perché può insegnare a chiunque il valore del sacrificio e delle rinunce necessarie per raggiungere i propri obiettivi. 

Pertanto FINALMENTE ! con l’auspicio che da qui in avanti non ci si fermi più.

 

Buona Vita e Never Give Up