Integratori alimentari:fanno davvero bene alla salute?

  • 2 Aprile 2019
  • Tonia Schipani
  • Nutrizione
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C’è un integratore per ogni forma di malessere in commercio.

C’è chi addirittura spera di “bruciare i grassi”, di rinforzare la memoria o eliminare le rughe. Insomma si acquista di tutto nelle farmacie, nelle parafarmacie, nelle erboristerie o nei supermercati, perché gli integratori non sono medicine e la si pensa che migliorino la nostra forma fisica o, alla peggio, male non fanno.

Purtroppo non è così. Se si consumano in modeste quantità sono inutili ma se si esagera possono fare male.

 

COSA SONO GLI INTEGRATORI

Il Decreto legislativo n.169 del 2004 definisce così gli integratori: “prodotti alimentari destinati ad integrare la comune dieta che costituiscono una fonte concentrata di vitamine, minerali ma anche amminoacidi, acidi grassi essenziali, fibre ed estratti di origine vegetale”.

Dunque, sebbene non siano medicine, bisogna fare attenzione a cosa si sceglie.

Purtroppo, il settore della vendita degli integratori, non legato a stretti vincoli come avviene per i farmaci, si presta alla diffusione di facili messaggi che lanciano “promesse miracolose”.

In Italia, quasi sette italiani su dieci, pari a 32 milioni di consumatori li acquistano e li assumono con sistematicità certosina.

Gli integratori, quando servono, sono dei validi strumenti, quando non servono nella maggior parte è una spesa inutile, qualche volta possono avere effetti avversi.

 

QUANDO SONO INUTILI E DELETERI

Quando si parla di integratori si pensa a qualcosa che si deve aggiungere in un organismo deficitario. Se si è in buona salute e si segue una dieta varia e completa è improbabile andare incontro a carenza di minerali e vitamine.

Effettuare con cadenza regolare le normali analisi del sangue è un buon modo per verificare che non ci siano carenze vitaminiche o di altre sostanze utili per il benessere del nostro organismo.

Purtroppo, se eccediamo in minerali e vitamine si sovraccarica il fegato e rischiamo di danneggiare il nostro organismo.

Ad esempio: troppa vitamina A può causare problemi ai polmoni, gli omega-3 sono sconsigliati per chi prende anticoagulanti perché fluidificano il sangue. Il calcio, molto importante per fissare la vitamina D, può provocare calcoli e un indurimento delle arterie in caso di sovradosaggi importanti.

La ricerca scientifica, inoltre, smentisce ogni beneficio degli integratori contro il declino cognitivo e della perdita della memoria.

 

NO AL FAI DA TE

Ci sono pro e contro sulla necessità di fornire all’organismo vitamine e sali minerali  attraverso gli integratori. Alcuni diventano strategici per certe patologie, altri non raggiungono l’obiettivo, altri invece possono addirittura creare eventi avversi.

Per questo motivo è bene farsi consigliare sempre dal proprio medico.

Chi è in cura per una patologia deve chiedere al medico prima di assumere integratori: c’è il rischio di interferenze tra farmaci e vitamine.

Ad esempio la vitamina K, che normalmente regola le funzioni della coagulazione del sangue, può ridurre l’efficacia delle terapie anticoagulanti, mentre la vitamina B7 può interferire con i test di laboratorio quando si effettuano esami del sangue.

Non date retta agli amici o a Internet. Ascoltate il medico che vi guarda negli occhi e capisce se siete anemici, vi fa un esame del sangue e poi vi dice se siete carenti di qualcosa e semmai consiglia un integratore mirato alle vostre necessità.

Senza accertamenti si possono fare danni o si spendono soldi inutilmente.