La mente…mente

Ti è mai capitato di avere un’idea speciale, che possa avere riguardato la fiducia nelle tue possibilità o qualcosa di totalmente nuovo riguardo la realizzazione di un tuo progetto e dopo i primi istanti di euforia pensare: non è possibile dai, che ca...ata.

Capita un po’ a chiunque. In quel momento, la stragrande maggioranza delle volte non diamo seguito a quella idea, restiamo fermi.
Per mancanza di fiducia, di visione, o qualcosa che abbia a che fare con le nostre capacità o con il coraggio.
Niente di più falso!

In realtà è una reazione comandata dal nostro cervello, anzi, in modo particolare da uno dei nostri cervelli.
Esiste una suddivisione fisica del cervello, denominata Cervello Trino dal Neuroscienziato statunitense Paul D. MacLean nel 1962.

3 parti che rispecchiano la fase di evoluzione dei vertebrati e quindi del momento storico in cui quelle parti di cervello si sono fisicamente formate per essere in grado di gestire eventi sempre più complessi.

  • la parte più antica del cervello si chiama CERVELLO RETTILIANO (corrisponde al cervello dei rettili)
  • la parte intermedia si chiama CERVELLO LIMBICO (sviluppato nell’era dei mammiferi antichi)
  • quella più moderna si chiama CERVELLO NEOCORTICALE (sviluppato con lo stadio evolutivo dei mammiferi più recenti)

Ognuno di questi cervelli ha il suo scopo, dovuto proprio all’era evolutiva in cui si è formato.
Cosa succede nel cervello quando abbiamo una di quelle idee di cui parlavamo all’inizio?

  • IL CERVELLO NEOCORTICALE: riceve l’idea, la grande intuizione, la manda a…
  • IL CERVELLO LIMBICO: che essendo nato per gestire le emozioni inizia a farsi domande: sarà così?  sarà colì?
  • IL CERVELLO RETTILIANO: La riceve dal limbico ed essendo il cervello più antico ha meno istruzioni, solo quelle di base. Potremmo dire che le due risposte che conosce sono affronta o fuggi (un po’ come quando i primitivi uscivano dalle caverne e non avevano troppo tempo per pensare davanti ad un possibile predatore).

Anche se è una spiegazione molto semplificata, rende l’idea di cosa succede dentro di noi ogni volta in cui ci viene in mente un’idea che, ovviamente, seguendo il percorso accennato, quando arriva al cervello rettiliano la maggior parte delle volte riceve la risposta fuggi.

Lo fa per proteggerci ovviamente, da possibili delusioni, fallimenti e tutto quello che può venirci in mente, ma non è in grado di capire che così ci fa ancora più male, perché la scambiamo come una risposta nostra. Per questo ci sembra vera. Ma è solo del rettiliano.

Si può ovviamente scavalcare questo meccanismo che spesso rappresenta l’unico vero blocco del sistema.

Quindi quando ti viene un’idea, non invalidarla, non sminuirla è il nostro giudizio a renderla tale. E’ il nostro cervello rettiliano che continua a giudicare ed è un peccato fermarsi solo per un giudizio, affrettato e programmato a scopo evolutivo ( ma che spesso ci blocca ) di una sola parte del nostro cervello, non credi?

Mi fa tornare in mente il film Forrest Gump, in cui il protagonista continuava a ripetersi una massima che diventa il suo mantra per superare la sua condizione di autismo: stupido è chi lo stupido fa.

Quindi la prossima volta che ti viene in mente un’idea ricordati di non farti fregare dal tuo rettiliano, perché a volte… la mente…mente.
Tanto più non farti condizionare da chi ti sta intorno, che già deve fare i conti con i giudizi della sua mente, figurati se può essere consigliere neutrale e obiettivo per te. ????