Vitamina d: rinforza le ossa, ma anche i neuroni

  • 30 Gennaio 2019
  • Tonia Schipani
  • Nutrizione
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La Siommms, Società italiana del metabolismo minerale e delle malattie dello scheletro, afferma che l’80% della popolazione italiana è carente di Vitamina D. Un autentico allarme, soprattutto per le donne con qualche anno in più, che di devono guardare dall’osteoporosi. Inoltre, il bisogno di questa vitamina diventa via via maggiore, anche perché progressivamente si riduce la capacità della nostra pelle di sintetizzarla.

Ormai è entrato in Italia quello che può essere definito l’inverno della vitamina D, ovvero il periodo dell’anno in cui, alle nostre latitudini, è impossibile sintetizzarla attraverso la luce del sole e può rivelarsi necessario il ricorso a un’integrazione.

La vitamina D si forma nella pelle a partire da un grasso simile al colesterolo che viene trasformato per effetto dell’esposizione ai raggi UVB. Una volta prodotta nella cute o assorbita a livello intestinale, la vitamina D passa nel sangue, Qui una proteina specifica la trasporta fino al fegato e al rene, dove viene attivata.

Chi ha tanti chili in più, ha facilmente una carenza di vitamina D. Alcuni studi, infatti, hanno messo in relazione il sovrappeso a una diminuita disponibilità di questo nutriente. La massa grassa, infatti, sequestra la vitamina D, togliendola all’organismo che ne ha quindi a disposizione ancora meno.

Ma la vitamina D si sta rivelando importante non solo per il benessere delle ossa: studi recenti ne stanno mettendo in luce un ruolo antiaging decisamente più ampio.

La vitamina D, ad esempio, ha funzioni neuroprotettive: una ricerca dell’ università del Kentuky ha evidenziato che una sua scarsa disponibilità espone le proteine cerebrali a un maggiore attacco dei radicali liberi. Poca vitamina D inoltre altera la trasmissione degli impulsi nervosi e la plasticità sinaptica, ovvero la capacità del nostro cervello di restare efficiente.

Un numero crescente di studi indica che la carenza di vitamina D è associata a malattie neurodegenerative, come la demenza o l’Alzheimer, e a una vasta gamma di disturbi che toccano la sfera psichica, come ansia e depressione, dal momento che questo nutriente interviene nella sintesi della serotonina, l’ormone della felicità e del buonumore.

La vitamina D serve, anche, per aumentare le fibre muscolari, frenando quella progressiva perdita di massa muscolare che inizia intorno ai 40 anni.

Particolarmente importante è la scoperta della sua funzione metabolica: essa favorisce la corretta funzionalità della tiroide e influenza il modo in cui metabolizziamo i carboidrati, ovvero di zuccheri, causa di aumento di peso, ma anche nutrienti chiave nell’emergere di patologie come il diabete e la sindrome metabolica.

E’ stata riscontrata inoltre una corrispondenza fra bassi livelli di vitamina D e una più alta incidenza di ictus ed eventi coronarici, mentre la sua presenza mantiene efficiente il sistema immunitario, poiché favorisce l’attività dei macrofagi, le cellule che sono incaricate di difenderci da virus e batteri che ci fanno ammalare.

La quantità di vitamina D assimilata dal corpo è indicata in Unità Internazionale (UI). Secondo le autorità sanitarie, il fabbisogno giornaliero di vitamina D si aggira intorno a 600 UI (che salgono a 800 UI negli anziani).

La vitamina D è contenuta nelle uova, nei latticini e nei pesci “grassi” come il salmone, lo sgombro e l’aringa. E’ praticamente assente nei vegetali (ad eccezione dei funghi) per cui, soprattutto per i vegetariani e i vegani, è utile ricordare che esistono alcuni alimenti fortificati che possono contenerla, ad esempio  latte di soia o altre bevande veg.

Questa vitamina può essere assunta, vista la sua scarsità negli alimenti, anche con integratori in pastiglie o gocce a bassi dosaggi. In genere sono formulati utilizzando vitamina D3, la più efficace e di più facile assimilazione.

Per verificare la carenza di questo nutriente è necessario eseguire un esame del sangue. In questo caso, per colmare il deficit, è necessario modificare l’alimentazione e, nel caso, il medico può prescrivere dosi concentrate di questo nutriente.

E’ bene fare attenzione all’interazione con alcuni farmaci che possono ridurre o alterare l’assorbimento della vitamina D.

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